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Venticinque anni portati benissimo, la leggenda di Zelda e di Link



Post decisamente dedicato al faceto, ma ogni tanto ci vuole. Proprio in questi giorni cade il venticinquesimo compleanno di una delle saghe videoludiche più prestigiose e sicuramente meglio realizzate della storia, quella di The legend of Zelda.
Questa serie di videogiochi ha scandito lo scorrere delle console di mamma Nintendo sin dai gloriosi anni '80, reincarnandosi di volta in volta in prodigi tecnici e di storytelling. La mano di Shigeru Myamoto nella progettazione della serie è sempre stata ben evidente, e così dopo aver creato Super Mario il nostro buon giapponese ci ha regalato un altro personaggio di assoluto spessore. Ovviamente non la principessa Zelda, che come da copione riesce sempre a mettersi nei guai, ma il buon ragazzino Link, che di volta in volta reincarnato in una nuova sfida giunge a portare a termine il suo romanzo di formazione, salvando al contempo anche l'amata principessa ed il sempre più meraviglioso mondo di Hyrule.
Inutile dire che quando l'ispirazione sparisce o la malinconia mi avvolge, immergermi fra le lande di questo pianeta magico ed assolutamente irrealistico ad un tempo, è uno dei rari conforti della vita

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