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Se twitter si occupa di letteratura e diffonde il sapere

Ne ho già parlato ieri, ma mi sembra giusto tornarci su. Capita ormai di frequente che i social network, uno in particolare in realtà, divengano luogo di scambio di opinioni anche di alto livello. Vale anche per quanto riguarda il panorama letterario, incredibilmente anche quello nostrano.
Così, sebbene il mercato asfittico dia poco slancio alla voglia di innovare delle case editrici, può capitare che dei piccoli casi letterari nascano in rete o che si accendano dibattiti anche molto interessanti. Come è capitato ieri, quando grazie a Riotta e al suo hashtag #sopravvalutati su twitter si è discusso, anche con competenza, sia di narrativa e letteratura contemporanea che di letteratura in genere.
Certamente fra i vari tweet si sono succeduti anche luoghi comuni e banalità, spesso il gusto personale (come è giusto del resto) ha preso il posto di una vera analisi critica, ma non di meno, come riportato da booksblog, si è anche assistito ad una riscrittura sociale del canone letterario, al di là di ogni formalismo delle accademie. Si tratta di un nuovo fenomeno che sempre più dovremo affrontare, la dimensione sociale e condivisa della nostra realtà globalizzata, in cui le notizie e le informazioni possono esere calate dall'alto solo grazie ad un'autorità e ad un'autorevolezza che provengano da una investitura dal basso. Pr carità, anche questa forma di democratizzazione del sapere ha i suoi rischi, innanzi tutto nella demagogia dei capi popolo, ma "rischia" pure di essere capace di costruire da sola i suoi anticorpi.
Lo ribadisco, la dimensione sociale del sapere e delle informazioni, pur con le sue illusioni e incomprensioni, come nel caso dell'occidente e della primavera araba, o più banalmente nel caso del valore letterario di una o più opere, è comunque il nostro nuovo orizzonte. Dovremo tutti abituarci a discutere, sempre più in maniera sintetica forse, con nuovi e rinnovati strumenti rotorici, ma nell'ottica delle idee che mai come in questa generazione si è sperimentato un sapere così capillarmente diffuso e condiviso.
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